martedì 19 marzo 2013

Per Emanuela e Mario


"Un bambino che stava per nascere, disse a Dio":

So che domani mi invii sulla terra; ma come vivrò così piccolo e indifeso, come sono io?

Tra i molti Angeli ho scelto uno per te che ti sta già aspettando: avrà cura di te!

Ma dimmi: qui in cielo, non faccio che cantare e sorridere, ed è abbastanza per essere felice...

Il tuo Angelo ti canterà, sorriderà ogni giorno e tu sentirai il suo amore, sarai felice!

E come farò a capire quando la gente parla, se non so la lingua strana che parlano gli uomini?

Il tuo Angelo ti dirà le più dolci e più tenere parole che potrai ascoltare e, con grande pazienza e amore, ti insegnerà a parlare!

E cosa farò quando vorrò parlare con te?

Il tuo Angelo metterà le tue manine insieme e ti insegnerà a pregare!

Ho sentito che sulla terra ci sono uomini cattivi, chi mi difenderà?

Il tuo Angelo ti difenderà anche a costo della propria vita!

Ma sarò triste perché non ci vedremo più, Signore!

Il tuo Angelo ti parlerà di me e ti insegnerà il modo di ritornare alla mia presenza; anche se sarò sempre al vostro fianco!!

In quel momento, una grande pace regno in cielo, ma già voci terrestri si potevano sentire, allora il bambino preoccupato, e delicatamente, chiese:

Mio Dio, se vado ora, dimmi il suo nome, come si chiamerà il mio Angelo?

" Il suo nome non importa, tu lo chiamerai "MAMMA" !

venerdì 31 agosto 2012

TRA I MIEI DUE MONDI...

la nuova poesia di Mario Contini



TRA I MIEI DUE MONDI

Cosa ero io,
quando di notte 
mi scrollavo di dosso polvere di tristezza,
quando piangevo a dirotto
ed era arduo 
persino pensare alla parola felicità.
Inchiodato sulla mia croce 
tra fuoco e follia,
quando nelle ore più buie pregavo 
il re dei sogni, a rendermi i miei,
a riprendersi il suo addio.

Cosa ero io,
quando s’affievoliva e cadeva 
ogni opaco amore,
quando l’estate era solo una nota stonata
nel coro delle stagioni.
L’infaticabile angoscia,
che mi scriveva parole maledette
nell’anima e sul cuore,
la sua penna nera d’inesauribile inchiostro.

Cosa sono adesso,
un eroe che non teme più se stesso,
che non si è arreso
alla tormenta dei suoi pensieri,
libero infine, 
tale un poeta che vola accanto al suo verso
nel cielo dell’ispirazione.
E cosa importa se tutt’intorno piove,
io ho l’amore, 
e dentro l’amore ora c’è altro amore,
adesso, 
voglio solo vivere tra i miei due mondi.

domenica 15 luglio 2012

UN ROSARIO TRA LE DITA.......



L’albero dell’odio

cresce vigoroso
nell’arido deserto dell’anima

senza sole,
senza un goccio d’acqua,
lui succhia la mia rabbia
il mio rancore,
è questo il suo sostento

m’inorridiscono
i pensieri,
m’inorridisce la mia mente,
e la sua passione per l’ingegno

m’offre visioni di torture,
il freddo odore
della paura, della morte,
m’offre gli occhi supplicanti
dei miei nemici

li assaggio
i frutti del mio albero,
sono amari come la vendetta,
hanno tutti il verme,
ripugnanti parvenze di giustizia

l’inquietudine m’assale adesso,
mi piango tra le mani
e prego,
cadono gocce di perdono
sui miei palmi

prego,
un rosario di lacrime tra le dita.


(Mario Contini 2012)






E' COSI' CHE T'AMO....


E’ così che t’amo,
nell’affanno interminabile
di soffici e setose emozioni
che penetrano
nella cruna dei miei giorni.

E’ così che t’amo,
nel vortice tumultuoso
d’una sinuosa spirale
ch’avvolge tutte le mie notti.

E’ così che t’amo,
in un silenzio stupito
all’avverarsi d’un sogno
o in un arcobaleno nel cielo
che colora i tuoi occhi.
(Mario Contini 2012)



Poesia - TRISTEZZA CELATA

venerdì 16 dicembre 2011

Cerchi concentrici



CERCHI CONCENTRICI

non soffiano più
quei furiosi venti di passione 

solo fitta nebbia
dalle pendici del cuore
fino a valle
nelle desolate pianure dell'anima

scorrono tristi i ricordi
fiumi impetuosi
nei profondi solchi delle mie cicatrici

seduto sulla sponda
dell'immenso lago della sua mancanza
io lancio tutti i miei sassi

e nei cerchi concentrici
svanisce il suo volto

che lo specchio dell'acqua riflette
ogni giorno
dentro ai miei occhi.

sabato 8 ottobre 2011


ODIAMI AMORE



Odiami amore,
odiami con tutte le tue forze,
mentre io brucio
mentre ti prendo.
Odiami e se vuoi gridalo forte,
mentre mi stringi
mentre ti doni.
Odiami amore,
con quei pugni chiusi
a picchiarmi sul petto,
mentre ti bacio
mentre ti guardo in silenzio.
Odiami col tuo viso di luce
dal sapore di sale,
mentre giuri che parti
mentre invece poi resti.
Odiami io non ti temo,
poiché so che l’odio
che mi rovesci addosso
è solo il tanto amore
e i suoi dannati eccessi.
Odiami amore
ma poi ti prego baciami,
mentre t’amo e non fuggo
mentre m’ami e ti struggi.


(Mario Contini 2011)